Patrimonio Unesco

Le Langhe e il Roero

La pizzeria sorge in una località tra le Langhe e il Roero, regioni geografiche della regione Piemonte incluse nei beni dell’Unesco.

  • Santa Vittoria d’Alba

    La Pizzeria Il Corsiero è rinomata per la sua pizza napoletana e per le sue specialità di pesce, servite in una bellissima cornice naturalistica e paesaggistica: Santa Vittoria d’Alba. Il paese sorge tra le Langhe e il Roero, regioni geografiche del Piemonte incluse nell’esclusiva lista dei beni del patrimonio dell’Unesco di S. Vittoria d'Alba (CN). Santa Vittoria d’Alba è situata su un poggio che domina il Roero e l’intera Valle Tanaro, che prende il nome dal fiume che l’attraversa. Uno dei suoi diversi nuclei abitativi, chiamato “Villa”, si trova sulla cima del colle e domina il territorio delle Langhe con il suo Castello circondato da bastioni, la torre campanaria, la Chiesa parrocchiale dell’Assunta e la confraternita di San Francesco. Più a valle, invece, si estende l’antico borgo contadino ora edificato con piazze, palazzi e scuole. La collocazione del paese tra le Langhe e il Roero, beni del patrimonio dell’Unesco di S. Vittoria d'Alba (CN), rende il ristorante pizzeria un luogo adatto alla ricezione di turisti alla ricerca di una sosta all’insegna del gusto. 


    Coloro che si recano a Santa Vittoria d’Alba possono godere di un suggestivo panorama dalla “Villa” e dal castello, che conserva intatte le mura poderose, i bastioni e la torre a base quadrata del XII-XV secolo. All’estremità occidentale è collocata una torre campanaria eretta nel Quattrocento per il controllo dell’area sottostante. Imperdibile è anche la visita alla Chiesa di San Francesco, il cui oratorio racchiude un prezioso ciclo di affreschi raffigurante le scene della Passione di Cristo di autore ignoto. La storia, narrata tramite diciannove riquadri, inizia dalla parete meridionale con la raffigurazione dell’Entrata in Gerusalemme, seguono poi L’Ultima Cena, la Lavanda dei Piedi, il Tradimento di Giuda, fino ad arrivare alla Crocifissione, la Deposizione, il Compianto (quasi svanito) e un frammento della scena della Resurrezione. Oggetto di vari studi, attribuzione e datazione dell’opera sono tutt’oggi controverse, anche se la teoria più accreditata colloca la realizzazione degli affreschi all’ultimo decennio del Quattrocento.